Sesso a tutti, e nessuno se ne accorse

Ciro Esposito, la mamma: "Bravata? No, fu agguato fascista e razzista. Vogliono ridicolizzare Ciro"

Sesso con la moglie e la cugina

Home Generi dei Racconti Cerca. Fu come se una zavorra si fosse sesso a tutti dalla mia anima, perché troppo pesante per volare insieme a me. Fu infatti durante quel viaggio che avvenne la sesso a tutti, e la crisalide divenne farfalla. Indossalo e raggiungimi al bar. Dobbiamo festeggiare. Sarebbe bastato un lieve movimento o un timido alito sesso a tutti vento per sollevare quel velo di sesso a tutti e mostrare al mondo il mio peccaminoso frutto. Mi eccitava pensare che chiunque potesse sbirciare là sotto e sesso a tutti di desiderio.

Non resistetti. Scivolai con la mano attraverso lo spacco e, gemendo, accarezzai la mia fessura, lentamente. Il dolce miele invadeva ogni anfratto. Avrei voluto godere con me stessa, ma volevo esplodere di desiderio per Patrick. Sesso a tutti di rosso le labbra e uscii dalla stanza. Nessuno rimaneva indifferente. Sentivo gli occhi di tutti addosso: quelli bramosi dei mariti e quelli scandalizzati delle mogli, quelli invidiosi e quelli desiderosi, e mi eccitavano da morire.

Ero pura eleganza e seduzione. Compreso Patrick. I suoi occhi mi assaggiarono ardenti, accompagnando ogni mio passo finché lo raggiunsi. Saggiarono la sesso a tutti pelle, si insinuarono sotto la seta immaginando il momento in cui sarebbe scivolata via dal mio corpo per poi avermi a suo piacimento. Faticai a trattenere un gemito e poi un altro ancora e ancora un altro mentre le sue dita mi facevano godere entrando e uscendo da me, sfiorando i miei meandri, giocando coi miei petali, carezzando il mio clitoride.

Mi aggrappai a lui stringendolo a me in un abbraccio che voleva impedire al mio corpo di contrarsi negli spasmi del piacere, mentre le sue labbra si fiondarono sulle mie impedendomi di gridare. Volevo e nessuno se ne accorse, godere e basta. Il furore, il desiderio, la passione che e nessuno se ne accorse dai miei occhi gli aprirono sul viso un sorriso soddisfatto.

Il mio frutto reclamava attenzione, gridava tutto il suo desiderio. Il crepuscolo si era arreso e la notte aveva fagocitato tutto, anche le luci della città. Davanti a noi si presentava in tutta la sua imponenza una splendida villa settecentesca, immersa in un parco illuminato solo da suggestive fiaccole e candele.

Drappi rossi e broccati ornavano divani e finestre, e musica di sottofondo si mescolava alle risate e alle voci dei presenti. Quel posto mi pareva surreale. Un barman shakerava sesso a tutti ingredienti di un cocktail, mentre oltre il banco, proprio di fronte a lui, sesso a tutti uomo succhiava il seno di una donna.

Era il regno della lussuria. Non avrei mai immaginato di capitare in un luogo del genere e probabilmente in qualsiasi altro istante della mia vita sarei scappata via inorridita o comunque intimidita e satura di vergogna, ma non in quel momento. Grazie a Patrick ero talmente eccitata e intrisa di desiderio che ovunque si posassero i miei occhi scorgevo qualcosa che amplificava la mia voglia.

Patrick mi condusse sesso a tutti giardino sul retro dove fiaccole poggiate per terra seguivano il perimetro di una piscina. Fu per me un richiamo irresistibile. Ero travolta, irretita e lusingata dal dolce sapore del proibito.

Pareva una sirena. Il suo corpo nudo e sinuoso si muoveva morbido e seducente. Non ebbe bisogno di dire nulla, di chiedere nulla. Lei se ne accorse e lo fece suo. La sua pelle calda e morbida sfiorava la mia, i suoi capezzoli giocarono sul mio ventre salendo su fino a danzare coi miei finché le sue labbra schiusero le mie.

Era la prima volta che lo facevo con una donna. Sapeva di cloro e di gloss alla ciliegia. Quelle labbra invogliavano a morderle, a succhiarle e penetrarle con la lingua per danzare insieme alla sua.

Gemetti sentendo il tocco delicato della sua lingua e dei suoi baci che raccoglievano le goccioline che ancora giacevano sulla mia pelle, finché una scarica elettrica mi percorse tutto il corpo, fino ad arricciarmi i piedi, quando le sue dita si intrufolarono fra le mie cosce.

Non ressi più il peso della schiena e della testa come se tutta me stessa fosse impegnata solo ed e nessuno se ne accorse a godere per quelle dita che mi carezzavano là dove nessuna donna era mai stata. Mi sdraiai a terra e allargai le gambe più che potei. Le sue dita penetrarono la mia fessura come un coltello nel burro.

Urlai di piacere. Vedevo la sua chioma bionda fra le mie cosce, la sua bocca gustare la mia pelle, le sue natiche alte contro il cielo mostrando alla luna il peccaminoso frutto che custodivano.

È un antipasto, un aperitivo, è qualcosa che non sazia, ma anzi, scatena la fame. Quelle scaltre labbra sapevano di me. Volevo vederla da vicino, saggiarla, vedere il suo fiore schiudersi e sbocciare per me. Volevo che mi esplodesse in bocca. Mi sollevai e ruzzolai sopra di lei, fra le sue gambe. Affondai le mani nei suoi seni e succhiai i suoi capezzoli, li sentii turgidi e gonfi contro la mia lingua.

Poi scivolai fra le sue cosce e ammirai il suo sesso. Le sue armoniose grandi labbra si aprirono per mostrarmi la delicatezza dei piccoli petali, il bocciolo, i pertugi, gli anfratti. Guardavo quel fiore, lo accarezzavo ed era come se accarezzassi il mio. Saggiai quel frutto prelibato in ogni sua parte, avida del suo piacere e del mio. Erano i suoi gemiti a guidare la mia lingua e a muovere le mie dita. I suoi seni ballonzolavano ad ogni spinta e a ogni colpo il viso di lei si contorceva dal piacere.

Conoscevo bene le potenzialità di quel membro, e insieme a quel fiore che sbocciava sulla mia bocca avrei voluto anche quel dardo dentro di me. Patrick teneva la donna per i fianchi, la colpiva con forza, con veemenza, mentre sesso a tutti suoi sesso a tutti erano tutti per me. Più mi guardava e più il desiderio cresceva. Mi eccitava quella complicità fra di noi. Era solo ed esclusivamente sesso. Improvvisamente sentii premere fra le gambe. Un membro gonfio di voglia voleva entrare nella mia fessura e la carezzava strofinandosi sulla mia pelle dal clitoride al perineo, premendo fra i miei anfratti desiderosi di essere violati ancora una volta.

Un uomo si ergeva sopra di me col suo petto nudo e tonico mentre io ero china in avanti sesso a tutti le gambe della mia giovane compagna di giochi.

Non la feci attendere. Due persone sconosciute, un uomo e una donna, mi stavano facendo delirare. Sentivo e nessuno se ne accorse il piacere crescere, crescere, crescere inarrestabile e io gridavo perché volevo che continuassero a farmi godere sempre di più.