Se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso

Gigi

Storie di sesso storie gay

Gli ingredienti del pasticcio sono, un minuscolo paese agricolo della piana mantovana, dove tutti sanno di tutti, un gruppo di ragazzi con età oscillante fra i teenager e la maggiore età, pertanto le ragazze erano frequentabili solo sotto lo sguardo attento di parenti o vicini, ecc le scappatelle erano rare, contingentate come tempi e a forte rischio di sganassone.

Insomma maschi e femmine sempre ben separati. Noi maschietti potevamo scorrazzare per i campi o andare a fare il bagno al fiume. Le abitudini erano ferree, nelle ore più cade del pomeriggio, quando il sole picchiava duro, cessavano tutte le attività, il paese intero cadeva nelle braccia di morfeo.

Che palle, per noi pieni di ormoni e di vita, ma era propio in quelle ore che noi attuavamo le nostre strategie. Ormai dopo quella festa in casa, fra me e i cuginetti erano cessati gli imbarazzi, anzi andavo io da loro sperando in qualche nuova trovata. Erano circa le due del pomeriggio decisi di fare una sorpresa a Marco, i suoi lavoravano in fabbrica a Mantova e fino a sera non sarebbero rientrati, sapevo che era sempre eccitato e pronto.

Capitai dalui mentre stava riparando se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso moto in garage. Entrai e gli chiesi qualcosa di fresco da bere, tempo di andare a prendere nel frigorifero la classica acqua e tamarindo rapidissimo mi denudai misi le scarpe, la gonna e una dose di crema sullo sfintere.

Appena mi vide il suo costume da bagno non fu più in grado di contenere i 24 centimetri di cui era dotato, mentre sulla sua faccia si era disegnato un sorriso idiota di felice sorpresa. Purtroppo fu breve era talmente eccitato che gli bastarono dieci minuti per allagarmi il culo, ma che volete non tutti i giorni è festa ma il pomeriggio era ancora lungo.

Passammo a prendere anche Francesco, il terzo complice e via tra i campi di granoturco fino al canale. Quando tornai sulla terra dalle emozioni capii che fu Marco a godere del pompino con quasi ingoio.

Fu davvero un pomeriggio da favola come altri che seguirono. Con falsi pretesti le tenevo sempre le mani addosso. Dinanzi a lui il sentiero nel bosco si divideva in tre rami, due ben battuti ed il rimanente chiaramente abbandonato da tempo.

In questo la vegetazione ne aveva, quasi completamente, cancellato il tracciato. Si sedette per risposare qualche istante mentre ripensava alle parole del vecchio, giù al paese, ed alle indicazioni sulla strada da seguire; giunto in quel punto doveva continuare a salire lungo la costa della montagna costeggiando il torrente che scendeva verso valle. In cima al sentiero, dopo altre due ore di marcia, avrebbe trovato la cashita che alimentava il lago di Aela.

Secondo il vecchio solo al calar del sole il lago si tingeva di un blu profondo nonostante riflettesse il rosso del cielo mentre la cashita si colorava di giallo oro. Uno spettacolo unico in quella zona che meritava la fatica per raggiungerlo ed il pericolo del ritorno a valle nella notte.

Proprio per evitare di dover ripercorrere il sentiero al buio si era attrezzato con sacco a pelo e numerose provviste, avrebbe dormito sulle sponde del lago, magari su di un materasso di morbida erba in compagnia della borraccia di grappa ed un buon sigaro per poi ridiscendere al mattino.

Inutile dire che il lago sulla carta non era segnalato, solo uno scarabocchio del vecchio ne indicava la posizione. Almeno quegli scherzi non li aveva subiti da solo, chi lo aveva macchinato si era passato la notte con lui su per i monti.

Era circondato dal silenzio assoluto. Non era salito molto di quota, il sentiero dopo una ripida impennata si era stabilizzato quasi in piano e correva lungo tutto il fianco della montagna. Dapprima vide la cashita.

La lunga marcia stava dando i suoi frutti. Il lago apparve poco dopo, appena guadagnati i pochi metri che lo separavano dal pianoro. Era davvero un luogo di rara bellezza e vivo. Riconobbe varie specie di volatili ed in lontananza vide alcuni caprioli pasteggiare tranquillamente.

Seduta su di un sasso affiorante a pochi metri dalla cashita, levigato dai secoli, stava una figura femminile, splendidamente nuda, dai lunghissimi capelli corvini. Lei era voltata verso la parete di roccia e non poteva né vederlo, né sentirlo a causa del fragore. Era bellissima vista di spalle, la schiena ed i fianchi emanavano una sensualità incredibile grazie ai lenti e sinuosi movimenti. Non poteva scorgere se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso resto ma riusciva ad indovinarlo.

Ora si mostrava in tutta la sua armonia, i glutei e le lunghe gambe erano il degno complemento di quella schiena e dei magnifici capelli. La ragazza aveva il busto inclinato da un lato ed il braccio opposto sollevato per cercare un equilibrio sulle rocce del fondo; le gambe unite e tese se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso sforzo tendevano i glutei. Era perfetta! Poi il dito scese da solo per shittare la prima immagine. Il tempo non aveva più senso in quel luogo, il ragazzo era attratto a tal punto da quello spettacolo da non accorgersi che il sole stava calando.

Il giovane non si chiedeva come lei potesse resistere tanto a lungo sotto quel getto di acqua gelida dei ghiacciai, shitto ancora delle foto dopo aver aumentato la sensibilità equivalente del sensore. Sperava se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso di non saturare la scheda di memoria per non rischiare di perdere nemmeno un fotogramma durante la sostituzione. Si aspettava tutta una serie di reazioni da lei, tranne un sorriso.

Una ragazza intenta a se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso nuda nelle solitarie acque di un lago montano che si scopriva spiata da uno sconosciuto, normalmente, avrebbe urlato il suo sdegno inveendo contro il guardone; invece lei sorrise. Era davvero bella, ora che i dettagli del viso e del corpo si facevano sempre più chiari appariva incredibilmente attraente.

Giunta dinanzi al ragazzo tese una mano verso di lui e disse: — Mi aiuti? Parlare con quella splendida ragazza completamente nuda gli faceva bene, sentiva di potersi fidare di lei anche se ancora non sapeva chi era in realtà.

Aveva intervallato le sue rivelazioni con alcune domande mirate, ma lei le aveva sempre abilmente eluse; oltre al suo nome non aveva scoperto altro. Il clima di questo piccolo anfratto è davvero unico. Si era in qualche modo abituato alla sua nudità, ed ora non era più in difficoltà dinanzi alle sue grazie, ma era sempre fortemente attratto da lei.

Allora decise di forzarla a se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso con domande pressanti. La ragazza si sporse per infilargli tra le labbra un lampone enorme e profumatissimo. Fu in quel momento che vide per la prima volta i suoi occhi da vicino. Grigi, profondi, sinceri, grandi ed illuminati dalla luna erano magnifici.

Rimase immobile senza riuscire ad ingoiare il lampone. Fu un bacio per certi aspetti casto, sicuramente dolce, ma carico di passione. Venne invaso dal naturale profumo della ragazza, la sua pelle ed i capelli sapevano di femmina. Siamo noi uomini ad aver elevato il sesso oltre alla pura procreazione, ad averne fatto una delle principali fonti di piacere.

Se ci pensava stentava a credere che fosse la realtà, forse aveva già scolato la riserva di grappa e stava sognando nel suo sacco a pelo steso sotto le stelle. Lei fu più veloce, spinse in alto ed indietro il sedere risucchiando completamente il membro.

Era scivolato in lei con una facilità estrema, indice di quanto fosse eccitata e questa considerazione lo indusse a spingere con forza per entrarle ancora più dentro. La cinse per i fianchi e la trattenne mentre si muoveva sempre più veloce, lei pareva gradire molto il ritmo, si contorceva e gemeva, cercava di muoversi a tempo con lui ma spesso perdeva il controllo.

I suoi capelli disegnavano ampi archi ogni volta che reclinava indietro la testa per poi tornare a posarla a terra. Era fantastica! Non era solo bella da guardare con quella magnifica schiena che terminava in uno splendido sedere, ma si muoveva in un modo tale da amplificare le sensazioni. Non potendo osservarne il viso non capiva quanto stesse godendo, non riusciva a capire quanto dovesse forzare il suo controllo per non venire immediatamente. Usciva completamente da lei per poi rientrare penetrandola a fondo.

Lei rimaneva immobile, con lo sguardo sognante e languido, accettava tutto, era totalmente disponibile e la sentiva sua come mai nessuna aveva sentito prima di lei. Si separarono a malincuore per crollare stesi a terra. Lei gli si fece contro dandogli le spalle per farsi abbracciare, non disse nulla solo il suo respiro rompeva il silenzio della notte.

Lei mugolava soddisfatta nel se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso e si spingeva istintivamente contro di lui alla ricerca di calore e, forse, protezione. Lei si muoveva in modo da far scorrere completamente il membro, una danza erotica resa ancora più efficace dalle contorsioni che imprimeva al pube.

La tenne stretta a sé mentre il respiro si regolarizzava, lei era avida di coccole e lo comunicava gemendo sommessamente ad ogni carezza. Sono tante le strade che conducono a questo lago, solo che pochi le conoscono… per fortuna! Lui rimase attonito dalla veloce fuga della ragazza, perché proprio di una fuga si trattava, inutile definirla in altro modo. Il maggior stupore era dovuto al fatto che lui non avesse fatto nulla per trattenerla o per strapparle almeno un indirizzo dove ritrovarla.

Non sapeva neppure da quale paese o frazione venisse. Non riusciva a spiegarsi la sua stessa arrendevolezza, non era nel suo carattere accettare gli se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso senza almeno un tentativo. Amenità del genere che lo misero di buon umore.

Giunto in prossimità del paese a valle decise di far sosta dal vecchio che gli aveva indicato la via, per ringraziarlo e, forse, raccontargli la sua avventura. Abitava fuori se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso paese, ma era di strada. Erano fatti accaduti solo pochi giorni prima, quindi non poteva essere morto da due anni! Sono sicuro che era lui… due giorni fa sulla soglia di quella casa che ora pare abbandonata. Diede ancora uno sguardo alla lapide poi riprese il cammino verso casa.

Eppure le inquadrature testimoniavano la volontà di se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso un soggetto preciso, non un panorama; aveva shittato a qualcosa che ora non veniva visualizzato. Ora che conosceva la via camminava spedito e raggiunse la meta stabilendo un record personale.

Mi aspettavo di trovarti qui. Allora, cosa ti ha portato qui questa volta? La ragazza sorrise e fece un passo verso di lui. La ragazza fece ancora un passo sino a giungere a pochi centimetri da lui quindi disse: — Sono quella che tu vuoi vedere. Ti ho shittato delle foto e….

Lontano da tutti, dal mondo intero e dalle sue assurde regole, insieme a quella incredibile stupenda ragazza. Sono passati quasi tre anni e non ho mantenuto le vecchie amicizie.

Ho cambiato città e sono diventato Giulia o Julia. Mia sorella, a furia di raddrizzare cazzi è rimasta incinta di uno straricco cocainome e si è sposata. Io continuo ad essere bisex, ma mi sono ambientato in questa nuova città del Nord Italia e tutti mi conoscono più nella mia versione femminile che bisex. Una volta un carissimo amico, gestore di un club privè a Milano mi chiama chiedendo la mia disponibilità a presentare, una domenica pomeriggio, una festa presto il suo locale, era da tempo che non prendevo un microfono in mano ma accettai comunque per fargli un favore.

Torno per un attimo in sala, incrocio Fabrizio seduto ad un tavolino con qualche amico ed amico, lo saluto e vado a cena con i miei amici. Restiamo soli lui ed io per qualche se la ragazza avesse un tordo e abbiamo fatto sesso, parlando, mi fa una corte molto educata, si accomoda con noi un suo amico, sono venuti nel locale insieme in macchina, arrivano entrambi dalla provincia di Bergamo.