Storie di sesso del passeggero

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Siamo molto felici, anzi, siamo immensamente onorati di ospitare tra le nostre pagine il racconto di uno degli autori di narrativa erotica che amiamo di più, Inachis Io. Scoprila storie di sesso del passeggero noi. Accosto al marciapiede e cerco di seguire alla lettera le tue istruzioni. Mi chino sul sedile del passeggero e prendo la borsetta.

Mi tremano le mani e anche i gesti più semplici mi richiedono uno sforzo di concentrazione. Probabilmente sto correndo un rischio. Io che questa città la abito e la amo, per una volta straniera in un paese sconosciuto, quello della tua mente e del mondo che racchiude. La tua storie di sesso del passeggero è come quando mi sveglio al mattino pochi secondi prima che suoni la sveglia, alle per esempio. Tu sei lei mie Intuisci i miei desideri, ti fai vivo dopo mesi di silenzio proprio quando ne ho bisogno e anticipi di pochi istanti una mia fantasia.

Lentamente mi hai condotto a giocare, trasformando una conoscenza virtuale in fiducia reale. E adesso che sono proprio sulla linea di confine tra questi due mondi, ho paura. Cazzo se ho paura. E se mi trovassi davanti un maniaco? E se avessi sbagliato tutto? E se fisicamente non mi piacessi, o io non piacessi a te? Ma adesso mi domando se, dietro a quelle parole scelte con cura, non abbia anche tu paura di questo incontro.

Forse è per questo che al punto quattro mi hai scritto:. Apro la borsetta, prendo il portafogli di pelle e sfilo la carta di identità. I punti precedenti dicevano:. Ti sposterai sul sedile del passeggero lasciando le chiavi nel quadro, chiuderai gli occhi e non li aprirai per nessun motivo.

Lascerai sul cruscotto la carta di identità, mi farai uno squillo, poi spegnerai il telefono e lo metterai nella borsetta. Con le mani tremanti eseguo, nella pancia mi sento docile e arresa anche se le gambe vorrebbero fuggire. Appoggio storie di sesso del passeggero carta di identità sul cruscotto, mi sposto sul sedile del passeggero, prendo il telefono e ti faccio uno squillo, poi tengo premuto il tasto per spegnerlo, da questo momento storie di sesso del passeggero potrà rintracciarmi.

Lo schermo segna le Con gli occhi chiusi stretti stretti, come quando da bambina giocavo a nascondino, mi dico che in fondo anche questo è un gioco e che mi sto nascondendo perché tu possa trovarmi. Non è come le altre storie che ho avuto, dove il sesso era dettato soprattutto dal fisico, dalla pelle.

Qui il sesso è mente; non so nemmeno che volto hai, ho resistito alla curiosità di spiarti su facebook o di chiederti una foto. E scaccio con forza il pensiero di Ettore, che mi aspetta a casa e che non immagina nemmeno dove storie di sesso del passeggero ora. È abituato a non fare domande: credo che appartenga a quella categoria di uomini che preferisce non vedere per non dover capire.

Non sono mai stata pronta ai cambiamenti. Sono arrivati, semplicemente. Ettore è comparso quando nella mia vita si è creato il vuoto che sai. Eravamo amici da tempo, eppure non mi ero mai accorta di lui. Lei era bionda e minuta, il contrario di me. E aveva una lingua sottile e leggera che sapeva bene quali rotte percorrere.

Anche lei, semplicemente, è arrivata: senza parole e senza progetti, mi ha preso la mano ed è entrata in stanza con me. Si è fatta strada con abilità oltre gli abiti e tra le mie pieghe. Ha trovato subito i miei punti deboli e li ha lavorati uno a uno, con caparbietà, fino a farmi arrendere più e più volte. I cambiamenti nella mia vita arrivano senza bussare, se ne vanno senza chiudere la porta. Non lo sono soprattutto ora mentre sento scattare la maniglia della portiera.

Non so cosa devo immaginare, se la tua voce, che mi saluta e mi rassicura conosco di te il lato più porco, ma ho visto anche storie di sesso del passeggero tenero e protettivo nei momenti in cui la mia vita è stata davvero sul punto di scoppiarese una mano ad accarezzarmi. È una piccola automobile, piuttosto vecchiotta, satura di odori e di ricordi. Mi scivola dentro facendo il nido nei polmoni.

Inattese, le tue mani mi sfiorano la faccia. La tentazione di aprire gli occhi è fortissima, ma resisto per non rovinare tutto. Sento una benda di seta appoggiarsi sulla fronte, con un gesto mi fai chinare il capo in avanti, mentre stringi il nodo sulla nuca e aggiusti la fascia sugli occhi. Sei attento a non scompigliarmi i capelli e ti muovi con grazia e lentezza. È una posizione molto remissiva, arresa. Ora posso alzare le palpebre, ma il mio sguardo affoga nel nero. Tu, invece, taci.

Ti storie di sesso del passeggero regolare il sedile ora la macchina beccheggiagirare la chiave e mettere in moto. Ingrani la marcia ma non storie di sesso del passeggero. Ti sento muovere di nuovo, devi essere teso nello sforzo di tenere premuta la frizione e compiere qualche altro gesto che non riesco a decifrare. Poi, improvvisa, la tua bocca sulla mia e, senza attendere, la lingua. Mi baci profondo e deciso e hai il gusto di un bacio conservato da tempo.

Sai di vino rosso invecchiato, stappato per una grande occasione. Il tuo sapore e il tuo odore sono dentro di me, hanno scacciato la paura e aperto il mio corpo. Inarco la schiena contro il sedile, apro le gambe oltre il lecito appoggiando le mani sulle cosce come in un acquerello di Milo Manara che uso a volte come avatar.

Vorrei che mi mettessi una mano sotto il vestito. Vorrei che mi prendessi in auto, nel piazzale del benzinaio Agip sulla via Aurelia. Se volessi, potresti masturbarmi qui, esposta agli sguardi dei passanti. Impormi di godere con due dita dentro, bagnando il sedile.

Invece ti separi, prima la bocca, poi lasciando sfilare lente le mani dal mio corpo, seguendo i contorni di questo vestito nero ampio che ho messo su tua indicazione, come se facessi fatica a staccarle. Tu invece, apparentemente sicuro, ti incanali nel traffico tranquillo della notte. Guidi veloce ma senza arroganza.

Soprattutto, non parli. Non conoscere la tua voce è una tortura che ho sopportato a fatica. Quante volte avrei voluto chiederti di chiamarmi, di dirmi qualcosa nel buio della notte guidando la mia mano e i miei pensieri.

E ora che il momento è venuto, sembri aver dimenticato la promessa e mi devo accontentare di ascoltare il tuo respiro sotto al brontolare del motore, come una cagna si sazia di qualche briciola lasciata dal padrone. Il pianto si trasforma storie di sesso del passeggero un moto storie di sesso del passeggero rabbia.

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